mercoledì 14 settembre 2011

In concorso con DON'T GIVE UP




Il campo dell'Artigianato artistico ha un raggio vastissimo. Particolarmente difficoltoso è l'inquadramento come settore specialistico, in quanto infinitesimale e quasi impercettibile è la linea di confine fra Artigianato e Arte.
Fine del concorso MATERIE e quello di cercare delle linee-guida per la lettura di creazioni che possano essere inserite in questo complesso e affascinante campo.
Parte fondante è il “Saper fare con le mani” – tecnica – unita all'idea creativa – originalità - e alla funzionalità – utilità -.
Per questa seconda edizione del Concorso Nazionale “Materie”, vorrei evitare un testo che tracci linee etimologiche e tassonomiche dei termini così “abusati” e controversi come: Artigianato artistico, bensì focalizzare l’attenzione sullo spostamento dell’Arte contemporanea verso l’Artigianato.
La 54° Biennale di Arte contemporanea – nonostante tutto uno dei misuratori mondiali delle arti visive -, ha evidenziato un piuttosto consistente “Ritorno all’ordine” con una necessità di presentare artisti con abilità manuale, parte sottovalutata, se non snobbata, da tutti coloro che abbinavano il concetto di contemporaneo soltanto con ricerche e sperimentazioni di tipo concettuale. Bisogno di certezze? Le motivazioni esulano da questa nostra storia, ma la relazione con il nostro Concorso getta legna sul fuoco.
Il levogiro delle arti visive, in questo preciso momento, oscilla verso l’Artigianato e, vista la qualità dei creatori selezionati nel Concorso “Materie”, l’Artigianato vira sempre più verso l’Arte.
Il panorama dei selezionati offre momenti creativi estremamente variegati.
Quindi creatività, non vista: “Semplicemente come parola di moda, ma la problematica della creatività come forza interiore dell'uomo che può svilupparsi… ”, e l'uomo come essere creativo per eccellenza, è “... un creatore sociale del futuro. ” (Joseph Beuys).
Fabrizia Ranelletti, Presidente di giuria, Storica e critica d’arte.